Molti responsabili aziendali ci pensano solo quando arriva un’ispezione, o peggio, dopo un incidente. Eppure un impianto antincendio progettato nel modo giusto — e mantenuto con regolarità — può fare la differenza tra un’emergenza gestita e un danno irreversibile, per le persone e per il business.
Gli impianti antincendio sono presenti in uffici, aziende, scuole, centri commerciali e in tutti gli ambienti in cui la sicurezza delle persone e la continuità operativa non sono negoziabili. Vengono spesso vissuti come un obbligo da assolvere, ma chi lavora ogni giorno in questo settore sa che rappresentano uno degli investimenti più concreti che un’impresa possa fare.
In questa guida trovi una panoramica completa: dalle tipologie di impianto al funzionamento, dai costi agli obblighi normativi, fino ai criteri per scegliere il sistema più adatto alla tua attività — e a chi affidarti per farlo bene.
Cosa si intende per impianto antincendio
Un impianto antincendio è un sistema integrato di dispositivi e tecnologie progettato per rilevare, segnalare e controllare un incendio, con l’obiettivo di proteggere persone, strutture e beni materiali. Non si tratta di un singolo strumento, ma di più componenti coordinati — sensori, centrale di controllo, dispositivi di allarme e sistemi di spegnimento — che agiscono in sequenza automatica per ridurre i tempi di intervento e limitare i danni fin dalle prime fasi.
In termini pratici, questi componenti lavorano insieme secondo una logica precisa:
- rilevano i segnali di incendio (fumo, calore, fiamme)
- attivano un allarme per segnalare il pericolo
- intervengono per contenere o spegnere l’incendio
- facilitano l’evacuazione degli occupanti
Un impianto efficace non si limita a spegnere un incendio: gestisce l’intera catena dell’emergenza, dalla prima anomalia rilevata fino alla messa in sicurezza dell’ambiente.
Dal punto di vista tecnico, gli impianti antincendio vengono progettati sulla base di diversi fattori:
- livello di rischio dell’attività
- dimensioni e layout dell’edificio
- presenza di materiali infiammabili
- numero di persone presenti
Per questo motivo, non esiste un impianto standard valido per tutti, ma ogni soluzione deve essere dimensionata in modo specifico.
Quali sono le principali tipologie di impianti antincendio
Le tipologie di impianti antincendio possono essere suddivise in tre grandi categorie, in base al loro funzionamento e al tipo di intervento:
impianti di rilevazione e allarme, impianti di spegnimento automatico e impianti manuali.
Questa classificazione è fondamentale perché consente di capire come e quando interviene ciascun sistema nella gestione di un incendio.
Impianti di rilevazione e allarme antincendio
Gli impianti di rilevazione e allarme hanno il compito di individuare tempestivamente un principio di incendio e segnalarlo agli occupanti e ai sistemi di sicurezza.
Sono generalmente composti da:
- sensori di fumo
- sensori di calore
- rivelatori di fiamma
- centrale di controllo
- dispositivi di segnalazione acustica e visiva
Il loro punto di forza è la rapidità di intervento: permettono di agire nelle fasi iniziali, riducendo drasticamente i rischi.
In molti casi, questi sistemi sono integrati con:
- impianti di spegnimento automatico
- sistemi di evacuazione (EVAC)
Impianti di spegnimento automatico
Gli impianti di spegnimento automatico intervengono senza bisogno di azione umana, rilasciando un agente estinguente quando viene rilevato un incendio.
Le principali tipologie includono:
- impianti sprinkler – rilasciano acqua automaticamente al raggiungimento di una certa temperatura
- impianti a gas – utilizzano gas inerti o chimici per soffocare l’incendio
- impianti a schiuma – ideali per liquidi infiammabili
- impianti a polvere – efficaci su diverse classi di incendio
Sono particolarmente indicati in ambienti ad alto rischio o dove è necessaria una protezione continua e automatica.
Impianti manuali (idranti, naspi ed estintori)
Gli impianti manuali richiedono l’intervento diretto delle persone per essere attivati e rappresentano una prima linea di difesa contro gli incendi.
I principali dispositivi sono:
- estintori portatili – per incendi di piccole dimensioni
- naspi antincendio – tubazioni flessibili collegate alla rete idrica
- idranti – utilizzati anche dai Vigili del Fuoco
Questi sistemi sono fondamentali soprattutto nelle fasi iniziali dell’incendio, quando un intervento rapido può evitare situazioni più gravi.
Un sistema antincendio efficace non si basa su una sola tecnologia, ma sulla combinazione di più impianti che lavorano insieme per prevenire, segnalare e gestire l’emergenza.
Protezione antincendio: differenza tra sistemi attivi e passivi
Quando si parla di impianti antincendio, è importante distinguere tra protezione attiva e protezione passiva.
Questa differenza è alla base di qualsiasi sistema di sicurezza antincendio efficace.
La protezione passiva limita i danni, mentre la protezione attiva interviene direttamente sull’incendio.
Protezione antincendio passiva
La protezione passiva comprende tutte le soluzioni progettate per contenere e rallentare la propagazione del fuoco, senza richiedere un’attivazione automatica o manuale.
Si tratta quindi di elementi “statici”, integrati nella struttura dell’edificio.
Esempi comuni includono:
- porte tagliafuoco (REI)
- muri e barriere resistenti al fuoco
- materiali ignifughi
- compartimentazioni antincendio
- sistemi di ventilazione e controllo fumi
L’obiettivo è guadagnare tempo:
limitare la diffusione dell’incendio e consentire l’evacuazione in sicurezza.
Protezione antincendio attiva
La protezione attiva, invece, comprende tutti quei sistemi che entrano in funzione per rilevare, segnalare o spegnere un incendio.
Questi sistemi richiedono:
- un’attivazione automatica (es. sensori)
- oppure un intervento umano
Rientrano nella protezione attiva:
- impianti di rilevazione e allarme incendio (IRAI)
- impianti sprinkler
- reti di idranti e naspi
- estintori
- sistemi a gas, schiuma o polvere
- sistemi di evacuazione vocale (EVAC)
Il loro ruolo è fondamentale perché permettono un intervento immediato, riducendo l’intensità dell’incendio o spegnendolo completamente.
Un sistema antincendio realmente efficace nasce dall’integrazione tra:
- protezione passiva – limita i danni
- protezione attiva – interviene sull’incendio
Come funziona un impianto antincendio
Il funzionamento di un impianto antincendio si basa su una sequenza precisa di azioni, progettata per intervenire nel minor tempo possibile e limitare i danni.
In sintesi, un impianto antincendio funziona attraverso tre fasi principali:
rilevazione, attivazione e spegnimento (o contenimento).
Rilevazione dell’incendio
La prima fase è la rilevazione precoce.
I sensori installati nell’ambiente sono in grado di individuare segnali tipici di un incendio, come:
- presenza di fumo
- aumento anomalo della temperatura
- radiazioni emesse dalle fiamme
Questa fase è cruciale perché prima si rileva un incendio, più è facile controllarlo.
Attivazione dei sistemi di allarme
Una volta rilevato il pericolo, il sistema attiva automaticamente:
- allarmi acustici e visivi
- segnalazioni alla centrale di controllo
- eventuali comunicazioni ai sistemi di emergenza
In alcuni casi, vengono attivati anche:
- sistemi di evacuazione vocale (EVAC)
- procedure automatiche di sicurezza (es. apertura uscite, blocco impianti)
L’obiettivo è avvisare immediatamente le persone presenti e attivare la gestione dell’emergenza.
Spegnimento o contenimento dell’incendio
A questo punto intervengono i sistemi di spegnimento, che possono essere:
- automatici (es. sprinkler, gas, schiuma)
- manuali (idranti, naspi, estintori)
Questi sistemi:
- rilasciano l’agente estinguente
- riducono la temperatura
- limitano la propagazione delle fiamme
Nei sistemi più avanzati, l’intervento è mirato e localizzato, per evitare danni inutili alle strutture.
Un impianto antincendio efficace non si limita a spegnere un incendio, ma gestisce l’intero processo di emergenza, dalla rilevazione fino alla messa in sicurezza dell’ambiente.
Da quali componenti è composto un impianto antincendio
Un impianto antincendio è costituito da diversi componenti che lavorano in modo coordinato per garantire rilevazione, segnalazione e intervento tempestivo in caso di incendio.
Anche se la configurazione varia in base al contesto, esistono alcuni elementi fondamentali presenti nella maggior parte degli impianti.
Sistema di rilevazione
Il sistema di rilevazione è il “sensore” dell’impianto, ovvero la parte che individua i primi segnali di incendio.
Include dispositivi come:
- rivelatori di fumo
- rivelatori di calore
- rivelatori di fiamma
- sensori termosensibili
Il suo compito è attivare l’intero sistema nel minor tempo possibile.
Centrale di controllo
La centrale è il “cervello” dell’impianto antincendio.
Si occupa di:
- ricevere i segnali dai sensori
- elaborare le informazioni
- attivare allarmi e sistemi di sicurezza
- coordinare i vari dispositivi collegati
È fondamentale per garantire una gestione automatica e sincronizzata dell’emergenza.
Sistemi di allarme e segnalazione
Questi sistemi hanno il compito di avvisare immediatamente le persone presenti.
Possono includere:
- sirene acustiche
- lampeggianti luminosi
- sistemi vocali (EVAC)
- segnalazioni remote
Consentono una reazione rapida e facilitano l’evacuazione.
Sistemi di spegnimento
Sono i componenti che intervengono direttamente sull’incendio.
A seconda del tipo di impianto, possono essere:
- sprinkler (acqua)
- impianti a gas
- sistemi a schiuma o polvere
- reti idranti e naspi
La scelta dipende dal tipo di rischio e dall’ambiente da proteggere.
Alimentazione e riserva
Ogni impianto antincendio deve garantire continuità di funzionamento, anche in condizioni critiche.
Per questo motivo include:
- sistemi di alimentazione elettrica
- batterie di emergenza
- riserve idriche
- gruppi di pompaggio
Questo assicura che l’impianto sia sempre operativo, anche in caso di guasti o blackout.
Un impianto antincendio è un sistema complesso in cui ogni componente ha un ruolo preciso. È proprio l’integrazione tra questi elementi a determinare l’efficacia complessiva del sistema.
Quando è obbligatorio un impianto antincendio
Un impianto antincendio è obbligatorio quando il livello di rischio lo richiede, in base alla tipologia di attività, alle dimensioni dell’edificio e al numero di persone presenti.
In generale, l’obbligo scatta quando un’attività rientra tra quelle soggette ai controlli di prevenzione incendi o quando la valutazione del rischio incendio evidenzia la necessità di sistemi di protezione specifici.
I casi più comuni in cui è richiesto
L’installazione di un impianto antincendio è generalmente prevista in:
- aziende e ambienti di lavoro
- capannoni industriali e magazzini
- strutture ricettive (hotel, B&B)
- scuole e università
- centri commerciali e negozi
- ospedali e strutture sanitarie
- locali aperti al pubblico
In questi contesti, la sicurezza antincendio non è solo una buona pratica, ma spesso un requisito obbligatorio per legge.
Da cosa dipende l’obbligo
Non esiste una regola unica valida per tutti:
l’obbligo dipende da diversi fattori, tra cui:
- tipo di attività svolta
- carico di incendio (materiali presenti)
- superficie e struttura dell’edificio
- affollamento (numero di persone)
È per questo che ogni impianto deve essere progettato su misura, sulla base di una valutazione tecnica.
Un aspetto importante da considerare
Anche quando non è esplicitamente obbligatorio, installare un impianto antincendio è spesso una scelta strategica.
Permette infatti di:
- ridurre i rischi per persone e beni
- limitare i danni economici
- garantire la continuità operativa dell’attività
L’obbligo di un impianto antincendio non è universale, ma dipende dal rischio e dal contesto. Per questo motivo è sempre consigliabile affidarsi a un tecnico o consulente specializzato per una valutazione corretta.
Chi può installare impianti antincendio
L’installazione di un impianto antincendio non può essere affidata a chiunque, ma deve essere eseguita da professionisti qualificati e abilitati, in grado di garantire sicurezza, conformità e corretto funzionamento del sistema.
In generale, possono installare impianti antincendio:
- aziende specializzate in impiantistica antincendio
- tecnici abilitati (ingegneri, periti, professionisti iscritti agli elenchi competenti)
- installatori certificati secondo le normative vigenti
Perché è importante affidarsi a professionisti qualificati
Un impianto antincendio non è un semplice impianto tecnico, ma un sistema critico per la sicurezza.
Un’installazione non corretta può:
- compromettere l’efficacia del sistema
- aumentare i rischi in caso di incendio
- comportare sanzioni o problemi assicurativi
Per questo motivo, è fondamentale che chi installa l’impianto sia in grado di:
- effettuare una valutazione del rischio incendio
- progettare una soluzione adeguata
- installare i sistemi secondo standard tecnici
- rilasciare la documentazione necessaria
Il ruolo del progettista antincendio
Nei casi più complessi, entra in gioco una figura chiave:
il professionista antincendio (es. ingegnere o tecnico abilitato)
Questa figura si occupa di:
- progettazione dell’impianto
- verifica della conformità
- supporto nelle pratiche autorizzative
- definizione delle soluzioni più adatte al contesto
Cosa verificare prima di scegliere un’azienda
Per evitare errori, è consigliabile verificare sempre:
- esperienza nel settore
- certificazioni e abilitazioni
- casi reali o referenze
- servizi offerti (progettazione, installazione, manutenzione)
Questo ti permette di scegliere un partner affidabile e ridurre i rischi nel lungo periodo.
Un impianto antincendio deve essere installato da professionisti qualificati, in grado di garantire sicurezza, conformità e continuità nel tempo.
Quanto costa un impianto antincendio
Il costo di un impianto antincendio può variare anche in modo significativo in base a diversi fattori, tra cui dimensioni dell’edificio, livello di rischio e tipologia di impianto scelto.
Non esiste un prezzo standard, ma è possibile individuare dei range indicativi per orientarsi.
Da cosa dipende il costo
Il prezzo di un impianto antincendio è influenzato principalmente da:
- tipologia di impianto (idranti, sprinkler, gas, ecc.)
- superficie da coprire
- livello di rischio incendio
- complessità dell’installazione
- necessità di riserve idriche o sistemi di pompaggio
- integrazione con altri sistemi di sicurezza
Più il rischio è elevato, più l’impianto sarà complesso (e costoso).
Costi indicativi degli impianti antincendio
A livello orientativo, si possono considerare questi range:
- impianti di rilevazione incendi – circa 10€ – 30€ / m²
- reti idranti e naspi – circa 20€ – 45€ / m²
- impianti sprinkler – circa 40€ – 100€ / m²
- impianti a gas o speciali – circa 150€ – 300€ / m²
Questi valori sono puramente indicativi e possono variare in base al progetto specifico.
Un aspetto spesso sottovalutato
Quando si valuta il costo, è importante considerare anche:
- progettazione
- installazione
- collaudo
- manutenzione periodica
Un impianto antincendio non è un costo “una tantum”, ma un investimento continuo nella sicurezza.
Come ottenere un preventivo affidabile
Per avere una stima reale, è fondamentale richiedere:
- un sopralluogo tecnico
- una valutazione del rischio incendio
- un progetto personalizzato
Solo così è possibile ottenere un impianto realmente efficace e conforme.
Il costo di un impianto antincendio dipende da molte variabili, ma investire in una soluzione adeguata significa ridurre rischi, danni e costi futuri.
SCIA antincendio: cos’è e quando serve
La SCIA antincendio (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) è una pratica amministrativa obbligatoria in molti casi, necessaria per attestare che un’attività è conforme alle norme di sicurezza antincendio.
In parole semplici:
è il documento che certifica che l’azienda ha adottato tutte le misure necessarie per prevenire e gestire un incendio.
Cos’è la SCIA antincendio
La SCIA antincendio viene presentata ai Vigili del Fuoco e contiene:
- documentazione tecnica dell’attività
- progetto dell’impianto antincendio
- dichiarazioni di conformità
- certificazioni degli impianti installati
Serve a dimostrare che tutto è stato realizzato secondo i requisiti di sicurezza previsti.
Quando è obbligatoria
La SCIA antincendio è richiesta quando un’attività rientra tra quelle considerate a rischio incendio.
In genere riguarda:
- attività industriali e produttive
- magazzini e depositi
- strutture ricettive
- locali aperti al pubblico
- edifici con elevato affollamento
L’obbligo dipende dalla tipologia di attività e dal livello di rischio.
Differenza tra SCIA e SCIA antincendio
Questa è una domanda molto frequente (PAA):
- SCIA “generica” – riguarda l’avvio di un’attività (commerciale, edilizia, ecc.)
- SCIA antincendio – riguarda esclusivamente la sicurezza antincendio
Sono quindi due pratiche diverse, anche se spesso vengono confuse.
Perché è importante
La SCIA antincendio non è solo un adempimento burocratico.
È fondamentale perché:
- certifica la sicurezza dell’attività
- riduce i rischi legali
- evita sanzioni
- garantisce la conformità agli standard
La SCIA antincendio è obbligatoria in molte attività e serve a dimostrare che l’impianto e le misure di sicurezza sono correttamente progettati e funzionanti.
Normativa antincendio: cosa prevede (in breve)
La normativa sugli impianti antincendio in Italia definisce i criteri per la progettazione, installazione e gestione dei sistemi di sicurezza, con l’obiettivo di prevenire incendi e ridurre i rischi per persone e strutture.
In generale, la normativa stabilisce che ogni attività deve adottare misure di prevenzione e protezione adeguate al livello di rischio incendio.
I principali riferimenti normativi
Senza entrare nel dettaglio tecnico, i principali riferimenti sono:
- D.M. 3 agosto 2015 — Codice di Prevenzione Incendi (Codice PI): il riferimento normativo principale per la progettazione della sicurezza antincendio nelle attività soggette ai controlli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco
- D.P.R. 151/2011: definisce le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e le relative categorie di rischio (A, B, C)
- UNI 9795: norma tecnica di riferimento per la progettazione, installazione e gestione dei sistemi fissi automatici di rivelazione e segnalazione allarme d’incendio
- UNI EN 12845: norma europea per la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti sprinkler
- UNI 10779: norma di riferimento per gli impianti di estinzione incendi a idranti
- D.Lgs. 81/2008 (T.U. Sicurezza): obblighi del datore di lavoro in materia di valutazione del rischio incendio e gestione dell’emergenza
Queste norme definiscono:
- quando è obbligatorio un impianto antincendio
- quali sistemi installare
- come devono essere progettati e mantenuti
Cosa prevede la normativa in pratica
Dal punto di vista operativo, la normativa richiede:
- una valutazione del rischio incendio
- la scelta di impianti adeguati al contesto
- la corretta installazione e certificazione
- la manutenzione periodica obbligatoria
- la gestione dell’emergenza (evacuazione, procedure, formazione)
Non si tratta quindi solo di installare un impianto, ma di garantire un sistema completo di sicurezza.
Approfondimento
Se vuoi approfondire nel dettaglio tutti gli obblighi, le leggi e le normative aggiornate, ti consiglio di leggere la guida completa dedicata alla normativa antincendio.
La normativa antincendio non impone una soluzione unica, ma richiede che ogni attività adotti misure proporzionate al rischio, integrando impianti, procedure e manutenzione.
Come scegliere l’impianto antincendio giusto
Scegliere il giusto impianto antincendio non significa semplicemente installare un sistema standard, ma individuare la soluzione più adatta alle caratteristiche specifiche dell’attività.
Non esiste un impianto “migliore in assoluto”, ma solo quello più efficace in relazione al contesto.
I fattori da considerare
La scelta di un impianto antincendio dipende principalmente da:
- tipologia di attività (industriale, commerciale, ufficio, logistica)
- livello di rischio incendio
- materiali presenti (infiammabili, combustibili, elettronica, ecc.)
- dimensioni e struttura dell’edificio
- numero di persone presenti
Questi elementi determinano sia la tipologia di impianto, sia il livello di protezione necessario.
Quale impianto scegliere in base al contesto
Per orientarsi, è utile considerare alcuni scenari tipici:
- uffici e ambienti a basso rischio – impianti di rilevazione + estintori
- magazzini e capannoni – reti idranti e sistemi sprinkler
- ambienti con apparecchiature elettroniche (CED, server) – impianti a gas
- attività con liquidi infiammabili – sistemi a schiuma o soluzioni specifiche
Questo approccio permette di adattare la tecnologia al rischio reale, evitando soluzioni inefficaci o sovradimensionate.
Errori da evitare
Nella scelta di un impianto antincendio, alcuni errori sono molto comuni:
- scegliere solo in base al prezzo
- installare sistemi non adeguati al rischio
- non considerare la manutenzione futura
- affidarsi a fornitori non specializzati
Questi errori possono compromettere seriamente la sicurezza e generare costi maggiori nel tempo.
Il ruolo della consulenza tecnica
La scelta corretta parte sempre da una valutazione professionale del rischio incendio.
Un tecnico specializzato o un consulente può:
- analizzare l’ambiente
- individuare le criticità
- progettare la soluzione più adatta
- ottimizzare costi e prestazioni
Scegliere l’impianto antincendio giusto significa trovare il giusto equilibrio tra sicurezza, conformità e investimento, sulla base di un’analisi tecnica accurata.
A chi affidarsi per un impianto antincendio
La scelta del partner a cui affidare la realizzazione di un impianto antincendio è un passaggio cruciale, tanto quanto la scelta del sistema stesso.
Un fornitore qualificato non si limita all’installazione, ma ti accompagna in tutte le fasi: analisi, progettazione, realizzazione e manutenzione.
Le caratteristiche di un’azienda affidabile
Per scegliere il giusto partner, è importante valutare alcuni aspetti fondamentali:
- esperienza nel settore antincendio
- presenza di tecnici qualificati e abilitati
- capacità di offrire un servizio completo (dalla progettazione alla manutenzione)
- conoscenza delle normative e aggiornamento continuo
- disponibilità di assistenza e supporto nel tempo
Un’azienda strutturata è in grado di garantire continuità e sicurezza nel lungo periodo.
Perché evitare soluzioni improvvisate
Affidarsi a fornitori non specializzati o scegliere esclusivamente in base al prezzo può comportare:
- impianti non conformi
- problemi in fase di controllo o ispezione
- inefficacia in caso di emergenza
- costi aggiuntivi nel tempo
In ambito antincendio, il risparmio iniziale può trasformarsi in un rischio concreto.
L’importanza del supporto nel tempo
Un impianto antincendio richiede:
- manutenzione periodica
- verifiche tecniche
- aggiornamenti e adeguamenti
Per questo è fondamentale scegliere un partner che garantisca un servizio continuativo, non solo l’installazione iniziale.
Un consiglio pratico
Prima di scegliere, richiedi sempre:
- un sopralluogo tecnico
- una valutazione del rischio
- un preventivo dettagliato
Questo ti permette di confrontare soluzioni diverse e scegliere in modo consapevole.
Affidarsi a professionisti qualificati significa investire in un impianto antincendio efficace, conforme e duraturo nel tempo.
Domande frequenti sugli impianti antincendio
Quali sono le 4 misure di prevenzione e protezione?
Le principali misure di sicurezza antincendio includono:
- prevenzione del rischio (riduzione delle cause di incendio)
- protezione passiva (strutture resistenti al fuoco)
- protezione attiva (impianti antincendio)
- gestione dell’emergenza (evacuazione e procedure)
Queste misure lavorano insieme per garantire un livello di sicurezza adeguato.
Quali sono i 3 livelli di prevenzione?
I livelli di prevenzione si dividono generalmente in:
- prevenzione primaria – evitare l’innesco dell’incendio
- prevenzione secondaria – rilevare e intervenire rapidamente
- prevenzione terziaria – limitare i danni e le conseguenze
Questo approccio permette di gestire il rischio in tutte le fasi.
Quali sono le 3 categorie di rischio incendio?
Le attività vengono solitamente classificate in:
- rischio basso
- rischio medio
- rischio alto
La classificazione dipende da fattori come materiali presenti, attività svolta e affollamento.
Qual è la differenza tra DVR e DVRS?
- DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) – analizza tutti i rischi presenti in azienda
- DVRS (Documento di Valutazione del Rischio Specifico) – approfondisce un rischio specifico, come quello incendio
Il DVR è obbligatorio per tutte le aziende, mentre il DVRS è un approfondimento mirato.
Quali sono i principi della sicurezza antincendio?
I principi base della sicurezza antincendio sono:
- prevenire l’innesco dell’incendio
- limitare la propagazione delle fiamme
- garantire l’evacuazione delle persone
- facilitare l’intervento dei soccorsi
Tutti gli impianti antincendio sono progettati seguendo questi principi.
Quante tipologie di prevenzione esistono?
Generalmente si distinguono 3 tipologie di prevenzione:
- primaria
- secondaria
- terziaria
Questa suddivisione aiuta a gestire il rischio in modo strutturato.

